Oro Bankitalia: quanti segreti

La vicenda si sviluppa intorno alle riserve auree della Banca Centrale Europea per cercare di capire quanto effettivamente esse siano e di che entità è il valore accumulato in termini meramente monetari di queste riserve.

La corte dei conti tedesca vuole avere una mappatura delle effettive riserve auree in possesso dalla Banca Centrale Europea, da una parte per una esigenza di trasparenza dovuta ai propri cittadini dall’altra per capire quantitativi e autenticità.

Alcune voci delle quali bisognerebbe certamente verificare la fondatezza, affermano che in realtà la riserva in possesso alla Banca Centrale, sia di entità molto minore rispetto a quello che si potrebbe pensare, questo perché segretamente è stata assottigliata.

Questo sarebbe accaduto tramite un prelievo sistematico di lingotti che sarebbero poi stati sostituiti con lingotti di altro materiale, tuttavia è difficile determinare quanto ci sia di vero in questa notizia e quanto di favoleggiato.

Ancora una volta nella mentalità tedesca bisogna rilevare la voglia di trasparenza e di informazioni chiare che devono essere trasmesse ai propri cittadini, un approccio molto diverso da quella che è la cultura italiana in termini di trasparenza.

Invece sul fronte della Banca d’Italia la situazione come sempre è ben diversa, infatti si conosce più o meno il quantitativo che questa possiede come oro sul suolo italiano. Ben diversa invece è la situazione di quello che risulta essere depositato all’estero.

In questo senso non si sa assolutamente nulla, eppure in un paese democratico come l’Italia non ci dovrebbero essere problemi a specificare quale sia il quantitativo presente in depositi all’estero, ancora una volta però cala un velo grigio su certe informazioni che i cittadini avrebbero il diritto di sapere.

Non mancano poi le proposte più fantasiose su come gestire questa riserva aurea, l’ultima in ordine di tempo è quella del direttore del settimanale Il Mondo che propone di emettere titoli di stato garantiti dalle riserve auree, senza tenere conto del danno di immagine che l’Italia avrebbe unito alle difficoltà logistiche di trasportare l’oro verso un altro stato affinchè la garanzia abbia una certo valore.